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LE TERRE DI SAN FRANCESCO

Le terre di San Francesco

I LUOGHI DEL SANTO

La “Fascia olivata Assisi – Spoleto” è legata alla figura di San Francesco che fece di un’essenza arborea di origine esotica un simbolo universale di pace. Nei principali luoghi francescani – da San Damiano, convento nato intorno all’oratorio campestre dove San Francesco iniziò la sua vita religiosa, all’eremo delle Carceri, ritiro silvestre del Santo, fino a Santa Maria degli Angeli, dove Francesco fondò il proprio ordine e che custodisce la cappella della Porziuncola e la cappella del Transito, ove San Francesco morì – è sempre possibile rintracciare il legame strettissimo con la pianta dell’olivo. Una connessione celebrata negli affreschi di Giotto ad Assisi e di Benozzo Gozzoli a Montefalco, dedicati alla figura del Santo.

In particolare, nella “Predica degli uccelli” è raffigurata la “fertil costa” del Monte Subasio, dove le colture inerpicate e ammantate da seminativi scanditi da grandi querce limitanee e camporili fanno da cornice alla grandezza di Francesco.

Le terre di San Francesco

IL SENTIERO DEGLI ULIVI

Legato alla presenza di Francesco è anche il “sentiero degli ulivi”, che accosta l’interesse paesaggistico a quello storico: il percorso incrocia in due punti quello che San Francesco affrontò nel 1218 per recarsi da Assisi a Monteluco, dove sorge un eremo o Santuario di San Francesco.

Oggi il “sentiero degli ulivi”, di circa 70 chilometri e realizzato grazie al CAI, si snoda, per la maggior parte, intorno a quote di 500-600 metri di altitudine. Presenta facili dislivelli e offre all’escursionista, oltre a splendidi scorci panoramici, paesaggi ancora ben conservati. Qui è possibile apprezzare, oltre alle migliaia di piante di moraiolo, gli elementi costruiti dall’uomo (ciglioni, terrazzamenti, chiuse, torri colombaie) per coltivare nei secoli l’olivo. Non solo. Sono visibili tutta una serie di piccoli insediamenti urbani che, sorti in epoca romana per sfuggire al progressivo impaludamento della pianura, si presentano discretamente conservati e conosciuti con il nome di “castelli”.

Il sentiero degli ulivi è percorribile tutto l’anno ed è facilmente frazionabile.

Le terre di San Francesco

IL SENTIERO DEGLI ULIVI

Legato alla presenza di Francesco è anche il “sentiero degli ulivi”, che accosta l’interesse paesaggistico a quello storico: è infatti il percorso che San Francesco affrontò nel 1218 per recarsi da Assisi a Monteluco, dove sorge un eremo o Santuario di San Francesco.

Oggi il percorso di circa 70 chilometri, realizzato grazie al CAI, è più articolato e si snoda, per la maggior parte, intorno a quote di 500-600 metri di altitudine. Presenta facili dislivelli e offre all’escursionista, oltre a splendidi scorci panoramici, paesaggi ancora ben conservati. Qui è possibile apprezzare, oltre alle migliaia di piante di moraiolo, gli elementi costruiti dall’uomo (ciglioni, terrazzamenti, chiuse, torri colombaie) per coltivare nei secoli l’olivo. Non solo. Sono visibili tutta una serie di piccoli insediamenti urbani che, sorti in epoca romana per sfuggire al progressivo impaludamento della pianura, si presentano discretamente conservati e conosciuti con il nome di “castelli”.

Il sentiero degli ulivi è percorribile tutto l’anno ed è facilmente frazionabile.

Le terre di San francesco

ORA ET LABORA,
IL MESSAGGIO DI SAN BENEDETTO

Il paesaggio della “Fascia olivata Assisi-Spoleto” racchiude anche il messaggio dell’altro grandissimo santo dell’Umbria, Benedetto da Norcia. Nel lavoro intensivo e nell’impegno rivolto alle bonifiche è racchiuso lo spirito del Patrono d’Europa.

Conventi benedettini come quelli di San Benedetto del Subasio, Sassovivo di Foligno e San Pietro di Bovara hanno per secoli custodito nei loro orti l’albero di Minerva, divenuto simbolico anche per il cristianesimo, come è visibile nel disegno di Trevi e dintorni di Cipriano Piccolpasso (1575, Piante et i ritratti delle città e terre dell’Umbria).

Nel paesaggio agrario umbro l’ulivo diventa simbolo non solo del messaggio francescano Pax et Bonum ma anche dell’invito benedettino Ora et labora.

La Fascia olivata comprende entrambe le spiritualità, unitamente ad altre epifanie del sacro.

Le terre di San francesco

LA MADONNA DELL’OLIVO

Le colline olivate che corrono da Assisi a Spoleto sono state testimoni della vita di San Francesco, di Santa Chiara e della Beata Angela da Foligno.

La componente religiosa non solo è stata sempre forte, ma in questi luoghi si è plasmata con la cultura e le tradizioni legate alla produzione dell’olio. Questo spiega il culto verso la Madonna dell’Olivo perpetrato nel corso dei secoli attraverso racconti di apparizioni della Vergine (la più famosa quella del 1399), sopra o nei pressi degli olivi, ed evolutosi nell’ambito della devozione rurale con la principale funzione di proteggere il popolo dalle sventure, propiziando anche i mezzi di sostentamento.

Nella toponomastica di Assisi, ad esempio, tale culto ha lasciato tracce indelebili con l’intestazione di una chiesa, di una strada e di diverse immagini votive.

Le terre di San francesco

LA MADONNA DELL’OLIVO

Le colline olivate che corrono da Assisi a Spoleto sono state testimoni della vita di San Francesco, di Santa Chiara e della Beata Angela da Foligno.

La componente religiosa non solo è stata sempre forte, ma in questi luoghi si è plasmata con la cultura e le tradizioni legate alla produzione dell’olio. Questo spiega il culto verso la Madonna dell’Olivo perpetrato nel corso dei secoli attraverso racconti di apparizioni della Vergine (la più famosa quella del 1399), sopra o nei pressi degli olivi, ed evolutosi nell’ambito della devozione rurale con la principale funzione di proteggere il popolo dalle sventure, propiziando anche i mezzi di sostentamento.

Nella toponomastica di Assisi, ad esempio, tale culto ha lasciato tracce indelebili con l’intestazione di una chiesa, di una strada e di diverse immagini votive.

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